No al Trusting Computing
giovedì, 08 maggio 2008, 18:30 about : out , mujer en el trabajo, el isola di marte, fish and chips
Diciamo che potrebbe andare meglio, ma non perché non va bene. Alla fine va bene tutto quanto e nel mio giardino è spuntato persino un iris viola e ne sono felice perché quegli spuncioni che venivano su temevo fosse l'aglio che il mio uomo ha piantato di nascosto nella mia aiuola. Si, gli altri spuncioni sono effettivamente aglio, ma finalmente anche uno dei miei bulbi ha preso vita.
Domenica ho zappato via erbacce per tutto il giorno e mi sono ritrovata martedì con la sciatica infiammata. Quando si parla di sciatica vuol dire essere ufficialmente vecchi. Una volta non mi preoccupavo granché delle mie azioni, delle conseguenze, del dormire poco, fumare troppo, mangiare sintetico, radiazioni, il correre veloce in macchina e tutte quelle robe li da pazzi furiosi. Le facevo e ne godevo. Andavo a yoga e non mi contorcevo mai dal male ad una gamba. Era tutto perfettamente al proprio posto, tutto sotto controllo. Ora qualcosa tende a cambiare, sento le cellule che abortiscono, sento gli acciacchi da donne lamentose al bar, sento il colpo di freddo. Per dire io una volta avevo un armadio ricolmo di maglie che non arrivavano all'ombelico, adesso se non coprono almeno i fianchi sono certa che mi verrà il caghetto.
L'orologio va più svelto, mi ritroverò a patire l'inferno d'umidità irlandese lamentandomene in inglese, spero, che in italiano suona così retrò...
Mi viene voglia di pensare all'Italia con nostalgia, non con quel senso di fastidio perenne che mi porto appresso. Io alla sera ci arrivo sclerata, incazzata. La gente è brutta. Si, siete tutti brutti. Crescere è una grande fregata, e si parlava di colpi di freddo per poi ritrovarmi a formalizzare le parole anche in compagnia. Come se indossassi una maschera di compiacenza, di quieto vivere. Mettere la gente a tacere è impossibile. Mi dice "tu non sei capace di accettare le critiche" e io ribatto "no, non è vero, ti sbagli, io ne sono capacissima".
Non conosco persone capaci di questo, con la scusa dell'amicizia e col pretesto della sincerità si presentano ad elencar difetti. Brrrr ecchedduemaroni!
Io riconosco solo che con gli anni peggioro ma nessuno ancora me lo ha detto. Aspetto di avere dei figli per migliorare, quando cominceranno a fare l'esatto opposto di ciò che gli ordinerò o quando capiranno che i genitori non sono portatori sani di verità ma solo di amore. E per l'amore ci vorrà tempo e solo vicino agli "enta" capiranno che bello fù ciò che diedi col cuore.
Mia mamma un giorno mi spiega dove sarà la mia postazione nella nuova sede della ditta. E io le dico "guarda che io tra un anno sono via" e lei "beh ora sei ancora qui no?" e io "si, ma tra un anno io sarò via" e lei "ma dicevi così anche l'anno scorso" e io "si ma l'anno scorso dicevo che sarei andata via dopo due anni, è matematica mamma, non è difficile"...
Un mio amico mi ha chiesto come sfrutterei la mia conoscenza e il fatto di far parte di un mondo evoluto, se mi risvegliassi per assurdo in un era a caso del passato dove ancora non è stato inventato niente di ciò che ci circonda. Ho cominciato a sparare diverse cose rendendomi subito dopo conto che non saprei costruire nessuna di queste, forse cercherei un modo per irrigare i campi, mi sembra facile. Però poi ho pensato "cazzo, averci la più alta tecnologia e qualunque altra comodità non mi permette di sfruttare lo stesso ciò che ho in un ipotetico passato dove dovrei fare tutto da zero". Non è inquietante pensare che l'evoluzione umana ha ridotto di gran lunga la conoscenza dell'individuo? Io, se rinascessi nel passato, non servirei a niente come quasi la maggior parte degli umani di oggi.
Io, furba, rivolgo la stessa domanda a mia madre, spero in una riflessione, condivido. E mia mamma risponde "io porterei la gerarchia, l'ordine civile e la politica economica".
Non so se pensare che sia un genio incompreso, una folle, una fissata. Oggi mi ha scritto due pagine sulla cultura antropologica dicendomi che era l'argomento fatto su misura per me, poi me l'ha letto tutto d'un fiato e siamo finiti a parlare degli extracomunitari e della loro integrazione. Da qualche giorno si vanta di essere stata brava a non andarci nemmeno a votare. E più me lo ricorda "le leggi del tuo Prodi guarda che disastro" e più mi viene da pensare che forse se quest'Italia va a mignotte c'è anche lo zampino di chi non ha voluto prendere posizione. Per eventuali miglioramenti o peggioramenti del nostro sistema lei non potrà dire nulla, ma poi parlerà lo stesso. Ehhh quanto amore mia mamma, so che si commuove se pensa che vado via davvero, ma meglio non parlare di politica o economia. O della chiesa, del papa, dell'istruzione, del calcio e di Malpensa. Tutto il resto invece si può liberamente trattare.
Ma non era di mia mamma che volevo parlare, bensì del carosello. Il carosello è molto bello, peccato non averci la tivvù, du canne e il maggiolone parcheggiato in cortile.
La sorella del mio uomo è rientrata dall'ospedale. Le hanno tolto i linfonodi, parte del seno, il capezzolo. E a breve cominceranno i giri di valzer con la chemio. Secondo me è pazzesco il cancro. Ieri sera Mr Linux mi faceva notare che quelle cose li passi gli anni a sentirle lontane, da televisione, da pubblicità progresso sulla ricerca, da qualche articolo di giornale, ma sempre lontano da te. Poi appena qualcuno si ammala di cancro ecco che saltano fuori persone da tutte le parti che ci si sono imbattute almeno una volta, chi ha lottato, chi ha ceduto, chi lo ha visto come un doversi fermare per migliorare la propria vita che faceva schifo e continua a citare il destino e la fatalità, chi si perde e si spegne. Lei ha una cotenna non indifferente e quando sono andata a trovarla mentre era ricoverata era bella, bellissima, anche senza trucco. Sorride, ci scherza, si è messa i guantoni ed è pronta a mandare affanculo tutte queste cellule impazzite. Siamo al primo gradino.
Ma ora diamo un tocco di leggerezza a tutto e parliamo dello shopping suvvia. Allora. Ho fatto shopping, con la scusa di questo matrimonio noi galline abbiamo cominciato a correre per diversi negozi in due sedute molto vissute. Due interi pomeriggi passati a guardare scaffali e carrelli di roba. E ho capito che io odio lo shopping. Ecco a voi "Il decalogo che dimostra che lo shopping è fatto solo per donne che non sanno vangare". Punto primo: costa tutto troppo caro e mi rifiuto di pensare che una maglia da cinquanta euro valga davvero cinquanta euro anche se è sintetica. Punto secondo: andarci in massa significa resistere anche nei negozi dove si è constatato perfettamente che non c'è niente che ti può piacere. Punto terzo: le amiche vogliono che provi tutto quello che secondo loro può starti bene quando a te va di provare solo quell'unica cosa che ti piace. Punto quarto: io parlo a voi, signori stilisti... ma siete rincoglioniti?!?! No davvero, basta cocaina ragazzi, non potete rifilare alle comune mortali vestiti che sembrano involucri per caramelle, cazzo, la gente è cicciona e davvero, girare per il centro e vedere esplodere rudelli sotto a magliette striminzite fucsia o uomini che paiono salsicce è brutto. Ok? BRUTTO. Punto quinto: io ho le braccine così corte che mi puzzano le mani di ascella (cit.)! E quando l'altro giorno ho provato l'unico vestito "fico" che ho trovato a momenti mi prendeva una sincope accorgendomi che sul cartellino c'era scritto duecentoquarantaeuro! Punto sesto: essere bassa centocinquantacentimetri, avere gusti tendenti ai figli dei fiori e non averci tette è deleterio. Specie quando in tutti e dico tutti i negozi ci sono dalla 42 in su e porti una trentotto e la commessa vuole convincerti che con un tocco qui e un tocco li, da sarta esperta, tutto va come deve andare. Mi sono ritrovata ricoperta di spillini davanti ad uno specchio circondata da donne assatanate, sicure che quello era il vestito per me. Punto settimo: non è vero che i gay hanno sempre buon gusto. Il proprietario del negozio di borse voleva convincermi che adesso non va più assolutamente di moda abbinare la borsetta alla scarpa. Certo abbinare ad un tacco di legno una borsa con delle paillettes mi sembra eccessivo. Punto ottavo: le commesse che vengono a chiederti cosa vuoi, come vuoi, quando e perché, per cosa, e poi partono con la raffica di "oh come ti sta bene questo" e "oh come ti sta bene quello" (si, "oh" è il prefisso di ogni frase) e "oh guarda che se gli diamo un'aggiustatina ti sta da Dio" anche se hai la netta sensazione di assomigliare tanto a quella bambina nella pubblicità che indossava le scarpe della mamma, ecco, io a quelle chiederei i danni morali. Punto nono: le donne quando fanno shopping perdono completamente la cognizione del tempo. E avere un uomo a casa che le aspetta non fa differenza. Per ben due volte sono tornata a casa più tardi di quando vado a lavorare, più stanca di quando vado a lavorare e litigo coi miei e zappo l'orto e guido per tre ore dietro fila e ho risposto a ottomilioni di telefonate di clienti che chiedono le cose più cretine. E aver detto alle mie amiche "ehi amiche sono stanca, andiamo a casa?" mi ha confermato che se l'avessi ripetuto due volte sarei tornata a casa anche senza qualche arto. E questo punto nono sottolinea anche la violenza delle reazioni femminili quando le strappi dallo spendere e spandere per rifocillare l'armadio. Punto decimo: fare shopping di massa per me è ufficialmente autodistruttivo. Io mi ammalo se vado con le amiche a fare shopping, io non reggo, io non ce la faccio. Ho passato un quarto d'ora in uno spogliatoio sotto pretesa delle compari a provare le cose più assurde cercando di simulare una faccia decente per non offendere i loro gusti. L'unica volta che ho provato il vestito di cui mi sono innamorata (trentacinque euro - tiè) loro non hanno assolutamente simulato niente, anzi, i loro volti si sono tutti deformati un po' come quando la mia mamma mi preparava la trippa, e mi sono sentita mancare le energie definitivamente.
E ora un breve consiglio a voi uomini che mi leggete e che miracolosamente siete arrivati in fondo al mio post: se volete farvi perdonare qualcosa dalla vostra donne portatela a fare shopping, ditele che quella cosa che si è provata con gli occhi lucidi di gioia le sta da dio, e spergiurate che spendere centocinquanta euro in un pomeriggio non è così grave. Ah... magari ricordatele che ha dei capelli meravigliosi.
Elisola @ | commenti (10)(popup) | commenti (10)
Con l'arrivo del primo caldo si presenta puntualmente una delle mie fobie più grandi. Quella degli insetti.
Che io gli insetti lo so che non ce l'hanno con me, è che li vedo lì, così piccoli e infidi che me li sento camminare addosso dappertutto e mi immagino le file di microbestie che mi percorrono i canali cerebrali a costruire zolline per dormire la notte o procreare altre migliaia di piccole microbestiemini e io ci ho l'ansia.
La mia fobia più grande, in realtà, è quella di rimanere senza acqua. Mi viene l'arsura appena mi accorgo di non avere acqua con me, roba che salgo in macchina e se non c'è io scendo e vado a prenderne una bottiglia, o a letto la sera, giusto il tempo di coricarmi e il primo pensiero è "chissà se ho dell'acqua", ci guardo e se non c'è mi alzo e la vado a prendere ciucciandomi due rampe di scale.
Ieri mattina sono andata in profumeria e avevo sete. Avevo sete perché non avevo acqua con me se no forse non avrei avuto così sete. Sono uscita dalla profumeria che mi sentivo svenire.
Lo so, è grave, mi viene da pensare che in una qualche vita passata sono morta disidratata in un deserto, ma soprattutto mi viene da pensare che non è bello quando entro in un posto dove c'è da fare la fila e dalla disperazione chiedo se c'è dell'acqua alla signorina allo sportello. Che puntualmente mi dice "no", manco le avessi chiesto di usare il bagno.
Quando avevo il negozio mi ricordo che un mattino è entrata una triade di donne ciunte, belle piene e pronte per il macello. Una delle tre era visibilmente scossa, era pallida e sudava e mentre le altre due guardavano un banchettino con dei trucchi da un euro lei mi chiese se c'era una toiletta. Le dissi "si che c'è, of course, in fondo a destra" e lei si accompagnò al bagno cercando di spiegarmi che aveva un sacco di pipì da fare. Uscì dopo qualche minuto e dopo aver raggiunto le altre due decisero all'unanimità di comprare una matita per occhi da un euro. Poi uscirono e sopraggiunse a me un odore di stalla satanica, cioè quel tipico odore che fai quando vai in bagno dopo che hai mangiato tipo al cinese o al mc: cacca misto zolfo.
Ieri sera sono tornata a casa e mentre sbiascicavo minchiate al telefono giravo per la cucina cercando di non calpestare le fughe tra le piastrelle perché mi dà fastidissimo e quindi tenevo la testa bassa guardando il pavimento. Ad un certo punto ho incrociato il piattino dei crostini di Pirla e... orrore dell'orrore era ricolmo di formichine che trafficavano avanti e indietro e su e giù senza cognizione e guardando meglio c'era una lunga fila di formichine che usciva dal piattino e arrivava ad un buco nel muro della cucina da dove entravano e uscivano. Mi sono venuti i brividi ma con tutta la calma necessaria ho preso il piattino e l'ho accompagnato gentilmente a quel paese, nel pattume esterno della casa.
Ho sognato che c'erano i ragni grossi, quelle specie di sberle di tarantoline grosse come noci, che camminavano per casa e io dovevo ucciderle con una pistola e una scopina per ragnatele.
Più sono piccoli e più mi fanno venire ansia. E poi ogni bambino conosce quella famosa storia della donna che stava con quell'uomo che aveva avuto due bambine da un'altra donna e questa donna odiava quelle bambine e allora ogni giorno prendeva un insetto forbice con le pinzette per togliere i peli e faceva andare la forbice nell'orecchio delle bimbe così questa scavava e scavava e scavava e nidificava nidificava nidificava...
Poi ieri sera sono uscita e sono andata al cinema a vedere "il cacciatore di aquiloni" con la mia bottiglietta d'acqua e la mia amica. Non ho bevuto nemmeno una goccia e sono uscita disidratata anche perché un po' ho pianto per via di questi bambini di kabul che non hanno più gli aquiloni e questo qui è un po' fetacchio con il suo grande amichetto e forse dovrei dire "attenzione qui si sta per svelare tutta o una parte della trama", ma non so se ho voglia di parlare del film. E' un tantinello truce.
Stasera il mio uomo va a fare una biciclettata. Dice che è tradizione, infatti ci è andato anche l'anno scorso. Che qui in emilia ci teniamo a certe robe di liberazione, libertà, fratellanza eccetera eccetera quelle cose in via di estinzione insomma. Che io domani me lo godo e provo anche a pensarci con sentimento che davvero può essere che al più presto ci aboliscano certe feste.
In ultimo sto provando a pervadere di ilarità il mio gruppo di amichetti e convincerli che la burla è la cosa migliore per superare egregiamente uno sposalizio che ci vede mangiare come maialotti tra un mese. Matrimonio per me vuol dire: vestito nuovo, scarpe nuove, parrucchiera e magari colpetto di lampados, pranzo a scrocco, fiumi di alcol a scrocco, tirarmela a mina, ridere e dimenticare ma soprattutto scherzetti scemissimi. Internet offre validi spunti un po' estremi, ideali se si sta andando al matrimonio di uno dei ragazzi di porkies o allo sposalizio di uno scout.
Non so, insomma, siamo a corto di idee e l'unica cosa che ci martella in testa è il pensiero fisso che quando uno dei tuoi amici si sposa vuol dire che sei ufficialmente adulto. E noioso. E non hai più fantasia ne voglia di indossare cose stupide davanti alla chiesa per far ridere tutti.
Qualcuno ha qualche suggerimento?
Elisola @ | commenti (8)(popup) | commenti (8)
giovedì, 17 aprile 2008, 16:49 about : out , el periodista, mujer sin respuestas, qué dios, fish and chips
sottotitolo: di Berlusconi.


14 aprile h 21,45

L'auto viaggia lentamente verso casa, faccio zapping sulla radio con la speranza che nelle ultime due ore sia cambiato nettamente qualcosa.
Squilla il telefono, abbasso la radio e guardo chi è.
Oh. Era una vita che non lo sentivo. Una vita di circa otto anni.
Rispondo. - beh, ma tu di tante occasioni per sentirci vai a trovarne una così infelice? Ti rendi conto che siamo peggio degli americani?
- eh Ola, ti avevo già chiamato qualche tempo fa ma non mi hai risposto...
- come stai? ti sei svegliato dal letargo o sei ancora a letto a sospirare per quella stronza?
- no no mi sono ripreso, ora sto decisamente meglio
- è ufficiale, dalla prossima volta invece di guardare il culo di queste donne è meglio che controlli la loro tessera sanitaria! Oh hai visto che roba? Abbiamo ancora Berlusconi al governo! Ti pare che gli italiani abbiano deciso di farsi guidare di nuovo da un mafioso? cazzo cazzo cazzo!
- guarda, io l'ho sempre detto, gli italiani sono un popolo di coglioni e come capo del governo ad altro non si può ambire che un mega coglione! Non meritiamo altro! Ad un popolo così scemo gli sta bene un mafioso!
- eh, si è vero, oh, almeno ci faremo qualche risata, dai... ma poi a me chemmefrega, tanto l'anno prossimo cavo le tende!
- ah! e dove vai?
- Dublino, caro.
- fico. Mi sa che è il lento percorso di tutti sai? Qui, con quello, non ci vuole stare più nessuno!
- eh può essere, boh. Va beh. Quindi tu sei stato a votare?
- è chiaro! se pensi che c'è della gente che è morta per darti questo diritto non puoi sottrarti!
- eh si, oh. si bravo! ok ok, quindi chi hai votato?
- Non lo so.
- come non lo sai? hai messo due croci a caso???
- no, è che è tutto un casino io non ci capisco niente Ola..
- ... niente cosa? hai annullato la scheda? scheda in bianco? ci hai scritto una dedica alla mamma?
- Ola non te lo voglio dire chi ho votato!
- Dai Winzy, puttanamiseria, non è più un tabù, almeno da quando sono nata, dire chi si vota suvvia!
- lo so Ola, non è quello, è che io proprio non te lo voglio dire!
- come non me lo vuoi dire?
- eh no, poi sennò mi dai del pirla...
- Ma va! che pirla? non è che sei hai votato Bertinotti  ti dico qualcos...
- Non ho votato Bertinotti...
- ah. Quindi chi hai votato?!?!
- Non te lo di co!
- Eccheppalle! Va bene. Non dirmelo!
- Lega.
- ...
- ...
- ahahahaha! Winzy sei troppo forte dai! Ho capito, non me lo vuoi dire. Fa lo stesso.
- Te l'ho appena detto! Ho votato la lega!
- come hai votato la lega???
- eh, io ho guardato un po' in giro, io sono del nord, lui tiene un casino al nord allora l'ho votato. Volevo votare forza nuova ma poi mio papà mi ha detto che era un partitello del cazzo e che io ero più leghista. Così ho votato lega.
- Mazzioppork! - Click
tù tù tù tù tù tù tù tù tù...
Elisola @ | commenti (16)(popup) | commenti (16)
The Addams Family

Mia nonna Inés aveva la 127 rossa, ci caricava in macchina dopo pranzo e attraversavamo la campagna a tutta velocità mentre il mio fratellino cantava "tutti al mare tutti al mare a mostrar le chiappe chiare" e io saltellavo sui sedili in pelle sfondati. Sulla 127 rossa c'erano appesi cimeli di guerra e sfighe tra cui un cornetto napoletano, una manina in avorio che faceva le corna, delle campanelle da mini mucca, fiori finti, nastrini e ghirlandine di ogni tipo. Sullo specchietto della mia macchina c'è appeso un blocco di palline, fibbiette brillanti, un elfo, uno scacciaguai, un acchiappasogni, una spirale di rame, pezzi di carta e fiori secchi e dei sonagli. Si è ingarbugliata tutti i sensi di colpa di una vita che non le ha dato molto. Più cresco e più mi racconta cose del suo passato che mi chiedo come abbia fatto ad arrivare fin qui. Così. La depressione le ha fatto visita per tanti anni e poi se ne è liberata solo qualche tempo fa. Sembra molliccia ma è forte forte forte. Ne voglio anche io. Almeno due chili da portarmi via per quando sarò lontana. James Brown - It's a man's man's world

Mia nonna Graminia si guardava spesso le mani. Restava dei minuti ferma a guardarle, se le accarezzava, le muoveva avanti e indietro per osservarle da diverse angolazioni. Era contenta delle sue mani che erano infatti bellissime. Nonstante la vecchiaia avanzasse lei aveva mani che non sentivano l'età e le macchie degli anni che passano non si sono mai presentate. Era bassina e compatta, non formosissima e delicata. Nel mio metro e cinquanta lotto per trovare abiti su misura, in Italia deve esserci stato un momento preciso in cui qualcuno ha stabilito che la statura media si aggirasse intorno a quella balcanica. Jeans troppo lunghi e troppo larghi. Anche quando lo specchio mi insulta, nelle giornate no, le mie mani mi piacciono. Sempre. E sorrido inebetita come faceva Graminia. Lei parlava per ore se le si dava la possibilità di farlo. Amava i fiori e i colori e il suo giardino ora mi regala ancora tulipani e rose ogni anno.
Lou Reed - Perfect Day

Mio nonno Virgilio passa lunghi momenti in silenzio. Poi improvvisamente spara una cazzata mondiale. Se la dici, dice, sparala grossa se no non spararla nemmeno. Il suo più grande difetto è quello di tirare conclusioni affrettate. Vuole trovare risposte a tutto. Fa della sua esperienza una scuola di vita e quando si parla seriamente assume quell'espressione da saggio alla pace dei sensi che può dirti tutto quello che vuoi sapere. Lui sa. Fine. Io sono una psicologa di teorie induttive, ciò che non so io lo so ugualmente. Ho disegnato nel mio immaginario la vita di tante persone, ho pensato con la testa degli altri, ho sognato con gli occhi degli altri. La mia empatia è smisurata ma spesso ancora poco obiettiva. Ma io sono convinta! Nonno Virgilio è come MacGyver, lo lascio da solo in garage con un cacciavite, un trapano e due bulloni e quando torno trovo scaffali, cassetti e separè.
Daniele Silvestri - Testardo

Mio nonno Berto era così duro. Sembrava avere un cuore d'acciaio. A me faceva una paura boia quando alzava la voce. Poi capitò qualcosa e incominciò a commuoversi sempre più spesso, gli bastava guardarci giocare e gli brillavano gli occhi. Diceva "vieni qui che sei il mio tesoro e dammi un'abbracciatona". E io andavo li e l'abbracciavo forte forte anche se era gigantesco e non riuscivo a stringerlo e ricordo bene il suo fiato alla cipolla. Mio nonno mangiava cipolla tutti i giorni come tu mangi le mele, si portava appresso questa nuovola di tropea che faceva lacrimare. Io faccio la dura. Faccio la figa. Faccio la brillante. Io cerco di darmi del tono. Ma davanti a qualcosa che credo di capire e sentire nella pancia io non ce la faccio, mi si blocca la gola, il naso mi pizzica e devo spostare gli occhi per non farli riempire di lacrime. Che lo dico a fare che amo la cipolla?
Bill Withers - Ain't no sunshine

Mia mamma è una collezionosta accattona. Lei tutto quello che può raccogliere lo raccoglie. Tutto quello che può accatastare lo accatasta. Lei ha zone della casa completamente invase da cose inutili e poi ti dice "non si butta via niente che magari torna sempre a servire". Mia mamma è stata giovane e io me lo dimentico spesso. Poi rovistando in cantina ho trovato un cariolino in legno. Aveva diciotto anni ed io le stavo nel pancione, lei abitava coi genitori di mio padre e c'erano tre generazioni in mezzo di differenza. Stanca, prese quel cariolino e cominciò a portare tutte le sue cose nella casa ancora in costruzione ad un chilometro dai miei nonni. Si fece il trasloco così, in compagnia mia e del cariolino, su poi giù poi su poi giù. Qualche giorno fa ho ripulito la cantina dei miei nonni, la mia cantina. C'erano sessantacinque anni di cose. E sessantacinque non per esagerare, ma è esattamente l'età di questa casa. Ho trovato il cariolino, mia nonna Inés mi ha guardata e mi ha chiesto "che famo co' questo, lo buttamo?"... "no, dai lo tengo là sotto, magari torna sempre a servire" e l'ho ammucchiato nell'angolo di cose da... Led Zeppelin - Starway to Heaven

Mio papà è un magazzino. Un computer dice lui. Per questo particolare è caduto nella ruminazione degli eventi. Lui le cose le mastica e le manda giù. Se non gli piacciono gli ritornano su. Le rimastica silenzioso e le rispedisce giù. Poi non ce la fa e ad un certo punto sclera col primo pretesto, ma non dice esattamente per cosa. Credo che più di tutto lo faccia incazzare il fatto che non può controllare le cose, le persone, che a volte gli sfugge tutto di mano e non può far altro che resistere. Ama la musica, ama ballare, e da giovane faceva il maestro di ballo. Ci sono tre scaffali pieni di coppe, di ragnatele e di polvere. Lui ne era orgoglioso poi sono arrivata io e ha smesso di dire un due tre un due tre un due tre. Di lui si dice che aveva orecchio e non dormiva mai. Mia nonna e mia mamma raccontano spesso di quando da piccola mi rifiutavo di dormire, mi portarono da uno psicologo per controllare se fosse normale dormire due ore al giorno, mangiare il meno possibile e non fermarsi mai e "signora, sua figlia è solo piena di energie". Poi arrivò la musica e passati i tempi del coprifuoco dove il sabato notte usavo radio e cassettina per salvare la mia track list esistenziale, cominciai ad andare in discoteca più volte che potevo perché ballare l'elettronica era il mio sport, il mio hobby, la mia passione. E per quanto io sia chiacchierona ci sono cose che non dico, le tengo li, a volte le ripesco per fare somme di merda nella mia testa, altre volte le digerisco e vado avanti più serena. Ma questa cosa di non poter salvare (dominare?) il mondo a me proprio mi si blocca nello stomaco.
Maurice Ravel - Le Bolero

ps si nota molto che sono particolarmente nostalgica e malinconica in questo periodo?
Elisola @ | commenti (10)(popup) | commenti (10)
domenica, 30 marzo 2008, 03:48 about : out , mujer sin respuestas, qué dios, el isola di marte
  Pink Floyd - High Hopes

Stasera scendevo dalle colline e guardavo fuori dal finestrino ascoltando i pink floyd, notando quanto negli anni il panorama si sia illuminato. C'erano angoli di buio immensi una volta e ora è tutto tempestato di lucine. Gente che si ammucchia e si parcheggia da tutte le parti e noi due che ce ne andiamo a caccia di un posto dove vivere ancora del pane quotidiano. A me di lavorare frega proprio un cazzo, sto facendo un curriculum da un mese e non lo finisco nemmeno a mettermici di impegno. Non ce ne ho voglia. Il mio è tutto un minacciare più che altro chi mi sta dietro di andarmene da un momento all'altro, è un mettere in chiaro che io qui non ci rimango. Io un progetto ce l'ho eh, ho già tutto chiaro nella mia testa. Vedo me con le infradito che passeggio. Ecco.
Dicevo, questa gente che si accalca. Tutto un mucchio di persone, settemiliardisette che lottano per arrivarci in fondo. Per arrivare. Per.
E io penso che siamo troppi, questo è il problema. Se qualcuno con un po' di coraggio e voglia di lasciare sconcerto sui libri di storia si prendesse su e con il suo bel faccione da culo dicesse una roba tipo: "bene, abbiamo stabilito che siamo troppi, considerata la prematurata supercazzola con scappellamento in centro da domani elimineremo tutti i cinesi. Poi gli arabi." ecco, quello potrebbe diventare il mio eroe per due mesi. Che non sono razzista mi sento di doverlo specificare, sai, non sono razzista. Solo se mi immagino un possibile modo per recuperare più aria per tutti non mi posso inventare il metodo scova i cattivi. Invece una sera squilla il telefono alle undici e dopo qualche minuto mi torna l'uomo in cucina che ha gli occhi gonfi di lacrime e gli si sposta leggermente il baricentro qua e la e cerca una sigaretta e si vede chiaramente che è successo qualcosa che marcherà la sua, di storia. Quando arrivano le malattie brutte, quelle che fan paura anche a nominarsi, il tempo si ferma, davvero. Io non me lo ricordavo più, ma si ferma davvero. La giornata ti scivola addosso come olio, infatti ti senti liquido e scivoli anche tu in ufficio poi in macchina poi a casa poi a letto poi in ufficio... e non senti più lo sforzo di questa quotidianità perché non è più quotidianità ma è sperare che le cose tornino normali dove tutti stanno bene e non hai altro da aspettare.
Fa una paura terribile non avere la certezza. Per la maggior parte della gente io mi auguro che la certezza sia quel lavoro, quella casa, quel letto, quelle braccia e quel potersi lamentare del non arrivare a fine mese. Poi succede inevitabilmente che qualcuno se ne va o minacci seriamente di farlo, e dico se ne va definitivamente, senza che tu possa dire "ma no, dai, parliamone". La morte è una persecuzione bella e buona e mica si può esorcizzare comprando una giacca ai saldi.
Portarti un fardello dentro è ancora più pesante perché sei il primo a non avere più niente di uguale a ieri, ma soprattutto devi dare spiegazioni di come stai e stai male e non vuoi far stare male nessuno ma non sai come fare per essere diplomatico. Io me lo immagino e sono troppo fortunata a non aver avuto mai delle analisi in mano che mi dicessero "bella, c'hai un tumore. Maligno. Calcificato."
Guardo famiglie e persone che si riuniscono, si stringono per sentirsi più forti tutti ma poi con quelle facce li cosa vuoi rafforzare? E non puoi pretendere che tutti ridano e ironizzino o sdrammatizzino eccetera. Se mi si sbriciolasse una gamba e mi chiamassero Kaiser Soze potrei anche riderci. Ma qui ci sta di mezzo il mare.
Io ho paura. E mi fa rabbia vedere smontate le mie filosofie di vita che mi han sempre convinta che chi è stronzo prima o poi paga. Che chi è buono prima o poi vince al gratta e vinci.
Che è la vita che fa così. Lei non si meritava di dover fare una lotta così gigante proprio ora. No.
E anche questa storia della reincarnazione ci mette tutti come anime sparse sotto forma di bestie e altro non siamo che bistecchine che prima o poi passano ad altra vita e non ci puoi far niente. Dovresti imparare a vivere con la certezza non della vita ma della morte. Faresti prima. Allora non cercheresti di essere felice sognando principi azzurri e cocchi e cavalli, piscine, mari e cani e figli. Cercheresti piuttosto di dare un limite alla tua emotività, amico più amico meno sticazzi insomma, tanto te ne vai.
Mi fa un male cane pensare che se muoio qualcuno starà male probabilmente per il resto dei suoi giorni. Mia nonna perse un figlio di dieci anni e per altri dieci anni non smise mai di piangere. E mi terrorizza i sensi pensare che chi amo profondamente, e amo davvero di quell'amore che daresti il tuo corpo a subire i suoi ipotetici mali pur di non sentirlo soffrire, un domani se ne andrà.
Sento questo cerchio che mi va dal plesso solare alla gola. Vedi, si sono inventati i chakra per far scorrere l'energia in tutto il tuo corpo e quando l'energia scorre tutto scorre liscio. Come l'olio senza attriti, tutto scorre per davvero. E quanto mi sento ridicola a pensarci pure, a questi punti e a questa energia e a questo aggrapparsi a tutto quello che ti può far sentire bene. E io sento questo giro tondo nel petto e mi si svuotano le mani poi le braccia e poi le gambe. Sento che manca qualcosa e se alle volte piangere mi faceva stare bene stavolta non mi darebbe altro che mascara colato sul viso. La mamma di Mr Linux ha sentito il bisogno di farsi leggere i tarocchi per vedere un futuro fatto di speranze buone. Mi ha detto che le carte han parlato chiaro e sua figlia ce la farà. Mr Linux non vuole dirmi che pensa al peggio ma si vede che lo fa perché i suoi occhi in questi giorni scendono verso il basso come nei pierrot. Il papà di Mr Linux era caduto male e si trascinava la sua gamba qua e la che ci aveva un male cane, ora dice che non sente più male poi volta la faccia da un'altra parte e deglutisce qualcosa di insolitamente più grande.
Abbiamo tutti quanti tutti i chakra bloccati nella sala d'attesa. I miei stanno sfogliando giornali di cui colgono solo le figure.
E ora me ne sto seduta qui a pensare all'inutilità del lavoro, del correre, del girare e averci la mania di sentirsi interessanti o almeno qualcosa di interessante da dire. Mi sembra tutto ridicolo e stupido. Mi sembra che siamo una specie stupida che se si estinguesse come i puffi sarebbe finalmente un mondo migliore.
Il tempo mi si è fermato e io non so proprio che cazzo dire.
Elisola @ | commenti (6)(popup) | commenti (6)
venerdì, 28 marzo 2008, 17:04 about : si éste no es amor, ama de casa de la vida
- eh mio figlio è così bravo, l'ho tirato su bene eh?
Mi guarda e lo guarda soddisfatta, mia suocera, mentre butta fuori il fumo dalla bocca, dopo cena. I nostri uomini stanno sul divano a parlare del mondo e io e lei ci siamo rintanate nell'angolo dei viziosi a parlar di loro.
- eh si, Lane, tuo figlio è un capolavoro. Io me li scelgo bene eh?
- eh si, Ola, oh, guarda lui è fatto così... Quando con una donna non ci sta bene lui le molla li!
- eh si, Lane, lo so, è intelligente, mica perde tempo per donne inutili. Infatti ha scelto me!
- eh si, oh, guarda che lui comunque è stato anche con delle belle ragazze eh?
- ah... gosh!
Elisola @ | commenti (4)(popup) | commenti (4)
giovedì, 20 marzo 2008, 17:24 about : juegos, qué dios
Un segreto resta tale quando non lo ripeti nemmeno a te stesso.
Bene. Mi scolo un bicchiere di vino, in veritas, e col mal di testa cerco parole e ricordi da menzionare a questo giochino. Me ne hanno chiesti sette. Perché sette? Come i nani, le meraviglie, i giorni della settimana, i re e i colli di Roma, i colori dell'arcolbaleno, i chakra... gli dei della felicità.


Ebisu, dio della pesca

Una volta mio papà mi portò a pescare in un allevamento di trote o carpe o non me lo ricordo. Erano pesci grigi, grossi. Ne presi sette e tutti e sette li ho dovuti staccare dall'amo mentre agitati chiedevano pietà. Li staccavo e li rimettevo nel laghetto.
Il pesce non mi piace, ne mangio al limite della fame. Ma questo non è un segreto.
Muta come un pesce mi sono rotolata con l'uomo di una mia amica per qualche tempo. Lei si distraeva e noi zakk!! ci si baciava teneramente. Ero cotta come un pesce poi ci passò e lui voltò l'angolo con lei e nuotò nel mare delle promesse dei marinai.


Daikoku, dio della fortuna

Ho il vizio del gioco. Anzi, ho una passione sfrenata per le carte. Ho una scatola di biscotti antica che contiene circa una trentina di mazzi di carte e tarocchi, alcuni comprati, alcuni regalati, altri trovati nelle riviste estive. La prima regola dei tarocchi è di non leggerseli mai da soli. Poi bisogna lavarsi le mani, non tenere nulla di incrociato e non farsi pagare per consultarli. Non credo di sapere ancora fare le carte, ma mi sento molto pagana a custodirle con amore.
Ora preferisco il poker che continua a dirmi che sono fortunata in amore.
Mentre mescolo le carte nel mio turno da dealer non incrocio le gambe e scambio il mazzo sei volte che è il mio numero.
Una volta ho dato un due di picche ad un ragazzo che mi aveva accompagnata in carraia per chiacchierare, ma si tirò fuori il pisello troppo alla svelta e così sono scappata. Lui riavviò il motore dell'auto e mi lasciò a sette chilometri da casa, di notte, in un boschetto da sola.


Benten, dea delle arti

L'arte contemporanea è interessante. Interessante osservare un muro bianco e dire che è decisamente un'opera interessante, che esprime qualcosa di profondo. Il bianco, la purezza. Interessante è osservare la reazione delle persone che discutono di fronte al muro bianco mentre si dice loro che è davvero! solamente un muro e la mostra comincia due pareti più a sinistra.
Sono stata così gelosa della narratrice di questo aneddoto che arrivai a leggere le mail del mio uomo. E i messaggi. E le lettere nei suoi cassetti. E tutto quello che era un pezzo di carta scritto da qualche parte. Feci dello spiare un'arte per sette mesi.
Scoprii con amarezza che mi trovavo davanti ad un muro bianco e la mostra del mio uomo stava di fianco a me con pazienza ad attendere le mie opere.


Fukurokuju, dio della popolarità

Sogno ad occhi aperti grandi momenti di gloria dove il mondo mi dice "brava". Nel frattempo, se proprio non ci riesce, mi accontento anche di "bella".
Il progetto è quello di trovare un angolo di mondo ancora fresco di un'aria chiara. Il soldo è quello che comanda ogni mio, nostro passo.
Poi sogno il portico di una casetta bassa e grassa e colorata, sto seduta su una seggiola a rammendare calzini e di tanto in tanto mi fermo a fissare all'orizzonte il mare. Poi arriva il mio uomo a torso nudo con la zappa sulla spalla che torna soddisfatto perché gli ulivi stanno bene e nell'orto tutto procede regolare. E anche quella sera cucineremo per i nostri ospiti in vacanza. Aspetto il mondo nella mia posada.
Il prossimo passo è stare qualche tempo in un paradiso fiscale a cercare di guadagnare quello che qui non ci è possibile. Il passo successivo è farci i conti in tasca e vedere dove andare.
Il segreto che mi porto nel cuore è che non sono più tanto sicura di voler mollare tutto quello che ho qui per stare due o tre o quattro o sette anni in un posto dove piove un giorno si e l'altro pure.


Bishamon, dio della guerra

Diciasette anni. E tutto fu concesso. Mi disse che era fondamentale saper fare l'amore prima con se stessi che con il prossimo. Il concetto mi sembrò da subito una delle sue trovate per rendere erotico anche quel momento. Poi quella sera capii che aveva ragione. E non smisi più di amarmi.
Lui aveva sette anni più di me e ne ero innamorata come si ama un dio.
Lui voleva dominare il mondo e io solo fare l'amore. Lo colpivo con lettere spassionate, invadevo il suo cammino con la mia ossessione e infine lo ferivo con la mia indifferenza. Ma ormai avevo capito che era fin troppo umano. Riposi l'ascia di guerra, lo baciai e al bivio di un'era satura cominciai a crescere per la mia strada.


Jurojin, dio della longevità

La mia bisnonna morì a centosette anni. I suoi figli camparono fino a novantaepassa. I figli dei figli sono giovanili al punto che quando dicono l'età tutti ci restano male, anche chi l'età dovrebbe già saperla.
Io sembro più giovane, così più giovane che a volte il mio uomo mi chiede se ho ventitre o ventiquattro anni che non se lo ricorda. Io sorrido e non rispondo come a dire "dovresti saperlo".
Il segreto è che ne ho ventisette. Il segreto più segreto è che temo la morte degli altri.
La sera, quando lui si addormenta e c'è buio e silenzio e il premestruo che mi tiene compagnia mi metto a pensare e temo la morte e piango.
Mio nonno, figlio della mia bisononna di centosette anni, morì due mesi dopo la morte di mia nonna perché non reggeva la lontananza da lei. Essere longevi, credo, vuol dire soffrire più a lungo.


Hotei, dio della giovialità

A volte non sembra ma sono simpatica. Il trucco è fare autoironia. Il trucco del trucco è farla prima degli altri per non esser presi di mira. Il segreto è che sotto sotto sono tremendamente permalosa e quando qualcuno che mi piace mi dice qualcosa che non mi piace ci soffro.


Passo il testimone in tempi olimpici di invasioni barbariche a:
1........Sefossifoco
2........Eurocobra1
3........Girliegirl
4..clarRkgheibol
5........jEffHawk
6.........Taniele
7........Outoftime



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venerdì, 07 marzo 2008, 17:05 about : qué dios
Cosa c'è dopo la vita:



Elisola @ | commenti (14)(popup) | commenti (14)
lunedì, 03 marzo 2008, 19:05 about : juegos, el periodista
Un sole che acceca e arde radure, le steppe di frasche ignoranti.
Ci cammini affannato davanti a me senza mai voltarti a guardarmi.
Non mi aspetti, acceleri il passo e prosegui per un guado che asciuga e sparisce.
Scompari dietro alla rada vegetazione seccata dal tempo
ed io mi fermo per lasciarti andare. Stavolta per sempre.
Volto le spalle al passato che prosegue in direzioni opposte alle mie,
affretto il passo e ripeto mentalmente il percorso. Sospiro...
Ti ho lasciato andare una volta per tutte, una volta su tutte.
E la fame mi assale.
Maledetta caccia al cinghiale.
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